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Paesaggio
Se la natura è divina, non lo è esclusivamente
nei suoi elementi più individualizzabili — una roccia
di foggia particolare, un vecchio albero contorto e segnato dal
tempo e dalle intemperie — bensì anche nelle località.
Un bosco suggestivo, una cascata dalla struttura insolita con le
rocce e i pendii che le danno la forma, una baia caratterizzata
da tante piccole isole dalla forma erosa dal vento e dalle onde,
divengono ricettacolo di un fascino che, sprigionandosi intorno,
rende sacro il luogo in cui si trovano.
Questi spazi vengono contraddistinti di solito da segni particolari:
un portale che ne segna l’ingresso (torii), una corda
con strisce votive di carta, dei fiori o una stele, sottolineano
l’eccezionalità dell’ambiente. E la costante
educazione a un rapporto intenso e carico di mistero con il luogo
ha esteso la sua influenza nel mondo della pittura.
Nell’arte del mondo fluttuante c’è inoltre un
fattore di godimento mondano che non va sottovalutato. I giapponesi
sono sempre stati grandi, a volte frenetici, viaggiatori, ma nella
loro passione di vedere e visitare non manca l’aspetto del
rilassamento, dello starsene a gioire dello spettacolo della natura
e del proprio immergervisi in modo fisicamente e sensualmente partecipe.
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