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Beltà femminili

L’arte del mondo fluttuante interpretò attraverso i diversi artisti la bellezza femminile, l’eleganza e la raffinatezza espresse non solo dalle cortigiane quali simbolo supremo del
piacere, ma anche dalle giovani donne della città che incarnavano l’ideale di bellezza della Edo di quegli anni.
Si passa dalla donna carnale e fortemente sensuale descritta verso la fine del Seicento da Moronobu, alle beltà monumentali delle scuole Kaigetsud prima e Torii dei primi del Settecento; dalle donne seducenti e flessuose di Masanobu alle dee terrene ritratte da Harunobu, dall’aria dolce e incantata. Verso la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento un nuovo canone estetico si affermò nelle opere di Kiyonaga e soprattutto nei dipinti di Utamaro. La figura femminile riacquistò con questi artisti una sua presenza materiale e fisica che si evidenziò con la riscoperta del corpo e una più attenta partecipazione alla vita terrena.
Non più una dea eterea, ma una bellezza reale, anche se superiore e spiritualizzante.
Lo stile di Eishi, col fascino delle sue donne allungate e flessuose, col senso della incorporeità del fisico, ma unita a una grande seduzione, si diffuse quasi di pari passo, rapidamente e con successo. Intanto Hokusai approfondiva i suoi studi dei moti dell’animo esprimendoli con le posizioni del corpo e le espressioni del viso. Le sua beltà sono soffuse di una delicata, riflessiva mestizia, come perse in un loro incanto e il volto è contraddistinto dalla forma “a seme di melone”, ovale e col mento affilato. Successivamente il viso e il corpo persero gradualmente quel senso di dolezza trasognata per diventare più morbidi e sensuali.
Nel frattempo, mentre lo stile di Utamaro e dei suoi epigoni si andava consumando e Hokusai procedeva indipendentemente per la propria via, Toyokuni divenne l’anello di transizione
con l’ultima fase, quella cioè che precedette l’apertura all’Occidente. Con Kunisada e Kuniyoshi comparve una donna che manifestava sia nei movimenti sia nei tratti somatici
una forza e una determinazione mai apparsi prima. Il volto prese ad allungarsi e la mandibola si rafforzò dando ai visi un aspetto più determinato, se non più aggressivo. Le membra
tornavano a riaccorciarsi per un maggior realismo e robustezza fisica, sottolineata talvolta dall’introduzione dei volumi con notazioni chiaroscurali.

 

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